Scheda biografica
La Beata Maria degli Angeli
Fondatrice del Carmelo di Moncalieri
Scheda biografica
7 gennaio 1661- Nasce a Torino dal conte Giovanni Donato Fontanella e da Maria Tana (parente della mamma di S. Luigi Gonzaga) dei conti di Chieri che, sposandosi, aveva portato in dote parte della Signoria di Santena.
11 gennaio 1661 - Battezzata nella parrocchia dei SS. Simone e Giuda, in via Dora Grossa a Torino.
15 agosto 1672 - Riceve la prima Comunione nella chiesa di S. Rocco, attigua alla sua casa paterna, per le mani del primo parroco di detta chiesa, don Emilio Malliano (attualmente ivi sepolto).
Marianna è una bambina vivace, intelligente, volitiva, molto sensibile ai valori religiosi e cristiani, ma altrettanto aperta e sensibile alle realtà terrene. Secondo la consuetudine del tempo, è affidata per l'educazione alle cure di un precettore che vive in famiglia. Per il resto segue in tutto la formazione che di solito veniva impartita alle ragazze della sua condizione sociale. Singolare la sua passione per il ballo, in cui era bravissima.
Un giorno per caso trova in solaio un Crocifisso senza braccia e ne rimane profondamente colpita; senza indugio butta via la sua bambola e la sostituisce col Cristo in croce che da questo momento diventerà oggetto delle sue tenere effusioni d'affetto.
La prima Comunione segna una svolta decisiva nella sua esistenza. Don Malliano la guida sapientemente a una vita di intensa orazione, modera i suoi slanci verso la penitenza, le insegna a distaccarsi invece a poco a poco da se stessa e dalle frivolezze della vita di società.
1673 - Entra come educanda nel monastero delle Cistercensi a S. Maria della Stella, a Rifreddo di Saluzzo. Vi rimane per circa un anno e mezzo.
5 gennaio 1675 - Ritorna in famiglia.
Marianna ha quattordici anni. Il papà è morto nel 1668. La mamma ha rimesso l'amministrazione del patrimonio familiare nelle mani del figlio maggiore (erede del maggiorasco) Giovanni Battista. Egli chiede a Marianna di occuparsi della direzione della casa.
Sebbene giovanissima, ella rivela grande equilibrio, accortezza, prudenza, finezza di tatto, perspicacia.
Intanto la sua vita interiore si va arricchendo di sempre nuove esperienze (visioni del Cristo sofferente). Sempre più attratta da Gesù Crocifisso, desidera donargli interamente la vita. Incoraggiata da don Malliano, dal 1669 parroco della vicina chiesa di S. Rocco, ne parla alla mamma, che per tutta risposta le propone un buon matrimonio. Marianna ne rimane profondamente addolorata e risponde che il suo cuore appartiene ormai unicamente a Dio e che non intende impegnarsi con nessuna creatura per quanto nobile e buona possa essere.
La contessa Maria finisce per rassegnarsi alla vocazione della figlia e, d'accordo con lei, avvia trattative con le Cistercensi di Saluzzo per l'accettazione in monastero, dove è già monaca professa un'altra sorella di Marianna, Clara Cecilia.
1675 ( o 1676?) - (la datazione di questo avvenimento è alquanto incerta. Potrebbe anche essere collocato nella primavera del 1676). C'è in Torino una ostensione della S. Sindone. Marianna vi si reca a venerarla da una loggia di Palazzo Madama. Incontra qui un anziano padre carmelitano scalzo che, colpito dall’atteggiamento raccolto della ragazza, ne intuisce la vocazione, la interroga, le parla delle monache del carmelo di S. Cristina. Marianna ascolta con interesse crescente quanto le viene detto circa lo spirito e la Regola del Carmelo, sente che quella vita risponde perfettamente ai suoi desideri, capisce che là il Signore la chiama. Tornata a casa, dichiara a tutti che si farà carmelitana e la sera stessa comunica per lettera alle monache di Saluzzo la sua decisione. Nuove lotte con la mamma che non vuol saperne di lasciarla entrare in un monastero così austero. La tenace perseveranza di Marianna ottiene l'effetto sperato: la contessa Tana acconsente all'entrata di sua figlia al Carmelo.
19 novembre 1676 - Marianna fa il suo ingresso tra le carmelitane scalze del monastero di S. Cristina a Torino e prende il nome religioso di Suor Maria degli Angeli.
26 dicembre 1677 - Professione religiosa.
Periodo di lunghe prove interiori, accompagnate da straordinarie grazie mistiche(circa quattordici anni).
Servizio generoso alla comunità con una dedizione esemplare.
1691 - (verso la fine dell'anno).Cessano le dolorose prove interiori (le "purificazioni" di cui parlano i mistici, in particolare S. Giovanni della Croce).
Sr. Maria degli Angeli ha acquisito una grande maturità umana e spirituale, un perfetto equilibrio interiore che traspare da tutto il suo comportamento.
I Superiori credono bene di affidarle l'educazione delle novizie, sebbene abbia solo trent'anni di età. Suor Maria si rivela una Maestra d'eccezione, soprattutto perché sa insegnare “vivendo”.
1694 - Chiedendo preventivamente (e all'insaputa dell'interessata) la dispensa alla S. Sede, perché suor Maria degli Angeli non ha ancora l'età richiesta dai S. Canoni per tale ufficio, la comunità la elegge priora.
1696 - Con l'appoggio di Madama Reale, M. Giovanna Battista di Savoia Nemours, ottiene che si istituisca nella Diocesi di Torino la festa del Patrocinio di S. Giuseppe, assicurando che cosi avrà fine la guerra che dal 1690 affligge il Ducato. La pace di Vigevano, firmata nell'ottobre 1696, le dà ragione.
Le grazie mistiche di cui è insignita si fanno sempre più sublimi e, con grande confusione dell'interessata, sono troppo palesi per essere occultate. Spesso le dame di Corte, entrate in monastero al seguito di Madama Reale o della Duchessa per unirsi alla preghiera delle monache, sono spettatrici curiose (e pettegole) delle sue estasi frequenti. La fama della sua santità dilaga in città, suscitando grande interesse intorno alla sua persona. Alcune guarigioni prodigiose attribuite alla sua intercessione fanno piovere sempre più numerose richieste di preghiere al monastero. Personaggi illustri del clero (il beato Sebastiano Valfré, il padre Provana, il Nunzio Mons. Sforza ecc.) e dell'aristocrazia desiderano conferire con la Madre per sottoporle i loro problemi spirituali. Tra questi emergono Madama Reale, la Duchessa Anna e lo stesso duca Vittorio Amedeo II, come dimostrano le lettere autografe a lui indirizzate dalla Beata, che si trovano all'Archivio di Stato di Torino: si tratta di risposte ad alcuni biglietti inviatile dal Duca o da Madama Reale in circostanze diverse.
Per sfuggire al chiasso che si faceva intorno alla sua persona e spinta dal desiderio di fondare un nuovo carmelo che potesse accogliere le giovani che non potevano essere ricevute a S. Cristina per mancanza di posto (le carmelitane in ogni carmelo non possono essere più di 21), avvia trattative con i Superiori e con la Corte. Mentre le si offrono buone possibilità in Asti, il B. Sebastiano Valfré le fa sapere che a Moncalieri una pia signora, la vedova Sapino, ha lasciato per testamento la sua casa “in cantone di Porta Piacentina” perché sia adibita a monastero.
Incerta sul da farsi, la Beata, in una visione, è esortata dal Signore a scegliere Moncalieri per la fondazione e a intitolare il monastero a S. Giuseppe.
16 settembre 1703 - Superate tutte le difficoltà, il Carmelo di Moncalieri è inaugurato solennemente, ma senza la presenza della Madre Maria degli Angeli. I Savoia infatti hanno esercitato forti pressioni sui Superiori religiosi per impedire che la Madre lasci Torino. Partono da S. Cristina tre monache, una delle quali, la Madre Maria Vittoria della SS. Annunziata, (Capris di Ciglié) con l’incarico di priora, ma col titolo di “vicaria”, quasi a significare che la vera priora del monastero è la Madre Maria degli Angeli.
In realtà da Torino ella continuerà a provvedere le monache di Moncalieri del necessario, si occuperà della loro formazione spirituale attraverso la corrispondenza, vigilerà con cuore di madre sul buon andamento della comunità. Questo fino alla morte.
Da autentica carmelitana, la Beata partecipò intensamente alla vita della Chiesa, offrendosi come “ostia di penitenza”per i fratelli, soprattutto per quelli di cui conosceva i bisogni, ma anche per i più lontani.
Singolare la sollecitudine per suffragare le anime di coloro che attendevano la definitiva purificazione in Purgatorio. La sua carità forte e generosa si estendeva a ogni categoria di persone: ai poveri, agli ammalati, ai soldati feriti, alle ragazze senza dote, a chiunque si trovasse in difficoltà. Lei, cosi schiva, osò inviare una supplica al Re per salvare la vita a un soldato condannato a morte come disertore; un’altra volta per assicurare i mezzi economici sufficienti a mantenersi agli studi a un calvinista convertito che desiderava accedere al sacerdozio.
1706 - Singolare la carità, lo zelo, l’opera di sostegno morale e spirituale, il ruolo da lei svolto durante il terribile assedio del 1706.
Assieme al B. Sebastiano Valfré, che si prodigò in modo eroico in quelle giornate memorabili, la nostra Beata, sicura dell'aiuto del Signore, implorato con continue preghiere e penitenze riparatrici, in mezzo al turbamento generale ispirava a tutti sentimenti di fiducia, di speranza.
A chi le consigliava di abbandonare con le sue monache il monastero per trasferirsi in zona più sicura, come avevano fatto altri religiosi, rispondeva tranquilla di non preoccuparsi, ché non sarebbe accaduto nulla di male.
Quando le forze degli assediati erano ormai giunte allo stremo, ella, rassicurata da due successive visioni della Madonna, esortò a tener duro perché per la festa di Maria Bambina ci sarebbe stata la vittoria. E' rimasta famosa la sua frase, ripetuta sui bastioni e in città dal Valfré: “Alla Bambina vinceremo. La Bambina sarà la nostra liberatrice”.
Com'è noto la vittoria fu riportata dai torinesi proprio il 7 settembre, giorno in cui allora si celebrava la festa di Maria Bambina.
16 dicembre 1717 - Questi e altri fatti singolari - guarigioni, previsione di cose future ecc. - fecero crescere enormemente la sua fama di santità, così che alla sua morte, avvenuta il 16 dicembre 1717, i torinesi si riversarono come un fiume in piena verso S. Cristina (la folla si accalcò con tanta ressa che fu necessario mandare un corpo di guardie per regolarne l'afflusso, dopo che era addirittura crollata la balaustra dell’altar maggiore sotto l'urto della fiumana che avanzava): tutti desideravano venerare la salma, porgere oggetti da far toccare al suo corpo, ottenere frammenti di qualche cosa che le fosse appartenuto.
Giugno 1720 - Si apre il Processo informativo diocesano per la Causa di Beatificazione e canonizzazione della M. Maria degli Angeli.
Numerosi miracoli vengono attribuiti alla sua intercessione.
1802 - Si abbatte su Torino la bufera napoleonica. Il monastero di S. Cristina viene confiscato. Nottetempo, per timore di profanazioni, il venerato corpo della Madre Maria degli Angeli è portato nella chiesa di S. Teresa, dei Carmelitani Scalzi. Qui viene tumulato e rimane fino al
25 aprile 1865 - Anno della Beatificazione ad opera del S. Pontefice Pio IX dopo l’approvazione di due miracolose guarigioni da cancro operate dal Signore per intercessione della Madre.
